Pitturazioni industriali su metallo: il metodo Work Service per un risultato che dura

Nel mondo industriale la pitturazione su metallo non è “una mano di colore”. È un ciclo protettivo che deve resistere nel tempo: umidità, ossidazione, urti, agenti chimici, polveri e lavaggi.

Idea chiave: sul metallo la vernice non viene assorbita. Se la superficie non è preparata correttamente, la vernice tende a scivolare o staccarsi. In pratica: il 70% del risultato dipende dalla preparazione.

Perché il metallo “non perdona”

Il metallo è liscio e non poroso: l’adesione della vernice dipende dalla preparazione (pulizia, rugosità controllata, stabilità). Anche piccole contaminazioni (polvere, grasso, umidità/condensa) possono restare tra metallo e vernice e causare difetti come bolle, distacchi e corrosione sottofilm.

Il nostro approccio: ciclo controllato, non improvvisazione

  • Identificazione del metallo e del suo stato (nuovo, zincato, già verniciato, ruggine superficiale/degradata).
  • Preparazione dell’area (delimitazione, protezioni, aerazione e illuminazione).
  • Preparazione della superficie (rimozione ruggine/vecchia vernice + pulizia/sgrassaggio).
  • Primer (barriera anticorrosiva + adesione della finitura + uniformità).
  • Finitura (tecnica a rullo per uniformità, spessore e resa estetica).
  • Controlli finali (copertura, assenza ruggine, colature, adesione del film).


1) Prima cosa: che metallo è?

Ogni metallo richiede una preparazione diversa. Esempi tipici:

  • Acciaio al carbonio: tende ad arrugginire facilmente → rimozione ruggine/calamina + primer anticorrosivo specifico (es. epossidico o al fosfato di zinco).
  • Acciaio zincato: rischio scarsa adesione → sgrassaggio accurato + opacizzazione leggera + primer per zincato o promotore di adesione.
  • Acciaio già verniciato: se in buono stato si pulisce e opacizza; se degradato si rimuove fino a metallo sano.
Regola pratica: se c’è dubbio su metallo, stato o condizioni ambientali, ci si ferma e si chiede indicazione al responsabile. Meglio fermarsi un minuto che rifare tutto.

2) Preparazione dell’area: ordine = qualità

  • Delimitazione (cartelli, nastro, barriere): evita accessi e contaminazioni.
  • Protezioni (teli, carta, nastro da mascheratura): pavimenti, macchinari, quadri elettrici, tubazioni, superfici sensibili.
  • Aerazione: riduce rischi da vapori e aiuta un’asciugatura uniforme.
  • Illuminazione: fondamentale per vedere difetti, sporco e uniformità di stesura.

3) Sicurezza e DPI: standard operativo

La pitturazione su metalli comporta rischi (polveri, vapori, solventi, attrezzature, lavori in quota). Per questo:

  • DPI sempre adeguati (vie respiratorie, occhi, mani, corpo, piedi).
  • Procedure specifiche per lavori oltre 2 metri (anticaduta), uso scala e piattaforme elevabili.
  • Schede di sicurezza (SDS) disponibili e consultate prima dell’uso dei prodotti.

4) Preparazione superficiale: la parte che fa davvero la differenza

Obiettivo: una superficie pulita, solida e leggermente rugosa per favorire l’adesione del primer.

Regola fondamentale: la ruggine non va mai coperta direttamente con la vernice. Se resta anche un punto minimo, nel tempo si espanderà sotto il film.

In base al caso si interviene con:

  • Smerigliatura: ruggine estesa/profonda, vernice molto deteriorata, ossidazioni dure/calamina.
  • Spazzolatura metallica: ruggine superficiale, rifinitura dopo smerigliatura, zone localizzate.
  • Carteggiatura: uniformare e creare rugosità controllata (attenzione a spigoli e saldature).

Pulizia e sgrassaggio (dopo la rimozione meccanica)

  • Rimozione polveri (aria compressa se disponibile o spazzola morbida).
  • Panni puliti e senza lanugine (mai stracci “contaminati”).
  • Sgrassaggio con solventi idonei solo se previsto dal ciclo.

5) Preparazione prodotto: primer e finiture senza scorciatoie

Per i prodotti bicomponenti: rapporto A+B e tempi sono sacri.

  • Mai modificare il rapporto di miscelazione.
  • Preparare solo la quantità utilizzabile entro il pot-life.
  • Diluizione solo se indicata in scheda tecnica, con percentuali coerenti per applicazione a rullo.

6) Primer: il cuore della protezione

Il primer svolge tre funzioni chiave:

  1. Protezione anticorrosiva (barriera contro umidità e agenti corrosivi).
  2. Adesione della finitura (evita distacchi e sfogliamenti).
  3. Uniformità (base omogenea per migliorare l’aspetto finale).

7) Mano di finitura: uniformità e resa estetica

Con la pitturazione a rullo la qualità è tecnica: passate incrociate, spessore costante, attenzione a bordi/spigoli/saldature.

  • Prima passata orizzontale, seconda verticale.
  • Non schiacciare eccessivamente: il rullo deve scorrere.
  • Non tornare mai su zone che stanno asciugando.
  • Rispettare tempi tra una mano e l’altra (troppo presto = bolle; troppo tardi = perdita adesione).

Checklist finale (quella che fa dormire tranquilli)

  • Assenza totale di ruggine (anche puntiforme), soprattutto su spigoli e saldature.
  • Copertura uniforme: niente “buchi”, niente differenze di tono.
  • Assenza di colature e accumuli.
  • Adesione corretta del film: niente bolle, niente sollevamenti.
  • Spessore visivamente omogeneo (niente zone troppo lucide/spesse o troppo scariche).

Errori comuni che preveniamo (per evitare rifacimenti)

  • Verniciare su metallo umido o con condensa.
  • Coprire ruggine senza rimuoverla.
  • Saltare il primer.
  • Usare rulli non idonei (righe, bolle, residui).
  • Non rispettare tempi e parametri ambientali (temperatura, umidità, correnti d’aria).

Vuoi valutare un intervento di pitturazione industriale?

Possiamo partire da un sopralluogo e dalla verifica del supporto (metallo, stato, condizioni). Poi definiamo insieme perimetro e ciclo (primer + finitura) con un metodo chiaro e controllabile.

Work Service — pitturazioni industriali su metallo con procedura, sicurezza e controlli finali.